Perché abbiamo fiducia nella tecnologia?

L’essere umano mostra un elevato livello di fiducia nei confronti della tecnologia, tant’è che se fino a ieri l’idea era quella di usarla per aiutarci, da oggi e ancor più domani i processi decisionali dei sistemi di intelligenza artificiale saranno di gran lunga maggiori rispetto a quelli umani. Rachel Botsman nel suo bestseller Di chi possiamo fidarci? Come la tecnologia ci ha uniti e perché potrebbe dividerci approfondisce il tema della relazione tra essere umano e tecnologie in modo molto interessante.

Di relazioni affettive tra esseri umani ed esseri robotici ne avevamo già parlato qualche tempo fa a proposito del fenomeno artificial influencer.

Un esperimento interessante di psicologia digitale, di cui la Botsman parla nel libro è Beliving in Bert. Si tratta di una simulazione relativamente semplice ma che solleva riflessioni importanti rispetto alla fiducia che l’essere depone nella tecnologia oggi.

 Copertina del libro Di chi possiamo fidarci? di Rachel Botsman

Copertina del libro Di chi possiamo fidarci? di Rachel Botsman

L’esperimento beliving in Bert

Gli sperimentatori volevano testare quali fossero i fattori che portavano le persone a fidarsi e scegliere un robot piuttosto che un altro. E dunque ad un gruppo di persone è stato chiesto di cucinare una frittata con l’aiuto di un robot. Il robot però aveva 3 possibili varianti:

  • BERT 1: molto efficiente nello svolgere le varie attività durante la preparazione del cibo;

  • BERT 2: abbastanza efficiente ma ogni tanto faceva cadere qualche uova a terra;

  • BERT 3: sbadato e inefficiente era però l’unico dei tre a poter esprimere qualche parola e quindi simulare un certo stato emotivo.

Alla fine della fase di preparazione della frittata, ai partecipanti sono state fatte varie domande per indagare quale dei tre BERT avrebbero scelto come loro aiutante e le motivazioni che giustificavano la loro scelta. Il vincitore è stato proprio il terzo: il più inefficiente. Le motivazioni sono da ricondurre alla connessione empatica che le persone hanno sentito rispetto a “lui”. Pur sapendo che si trattava di un ammasso di cavi elettrici, metallo e plastica sentirlo esprimere il proprio dispiacere per i danni combinati ha risvegliato nelle persone una connessione emotiva.

Conclusioni

Si tratta di un esperimento singolo, che non possiamo prendere come assolutamente esemplificativo del tema della fiducia ai robot. Ad ogni modo può farci riflettere e darci uno spunto per quando siamo noi di fronte ad un robot, un software, un algoritmo e percepiamo che “ci sta simpatico” o “è tenero”. Ad ogni modo se gli italiani mostrano un carente fiducia nei social, pare che invece di fronte ad un simpatico robottino ci inteneriamo.