Mamma e babbo sono al telefono

"Babbo! mamma!" Chiama quel bel batuffolino di due anni...ma dove sono babbo e mamma? Non ci crederete ma stanno contando i like del loro account Instagram! Forse l’esempio è eccessivo ma non potete negare che qualcosa di molto simile sia successo anche a voi, super genitori, che limitate il tempo dei vostri piccoli davanti agli schermi e poi inciampate in queste disattenzioni. A tutti piace “controllare” il cellulare, scuriosare, lavorare e informarsi, tuttavia con i nostri piccoli dovremmo fare più attenzione.

Il rischio molto comune in cui qualsiasi genitore potrebbe incorrere è quello di distrarsi dai propri bambini e di non giocare con loro perché troppo preso dal telefono. I bambini osservano e imparano dagli atteggiamenti degli adulti, se quindi non vogliamo dei futuri adulti dipendenti dai propri iPhone e ancora capaci di “giocare” con la fantasia dovremmo forse limitare le volte che afferriamo il fatidico cellulare. Senza volerne demonizzare l’utilizzo, dobbiamo però fare attenzione perché questo potrebbe essere la causa di un’interazione negativa con i nostri bambini. Tempo fa ne parlammo con una mamma blogger che quindi, più di altri genitori, ha dovuto trovare dei modi per gestire i tool digitali con la sua piccola. 

Studi sull'argomento

Secondo un interessante studio portato avanti dalla pediatra Jenny Radensky dell’Univesità del Michigan gli stessi genitori si sentono spesso “intrappolati” in questo vortice di iperconnessione. La ricerca, condotta su mamme, papà e nonne di bambini al di sotto di 8 anni, ha mostrato come il sovraccarico d’informazione e la tensione emotiva che provoca l’utilizzo degli apparecchi elettronici può causare disattenzione nei confronti dei più piccoli. Come giustamente afferma la pediatra, non bisogna rinunciare completamente allo smartphone, ma creare dei momenti di dieta digitale, per godere del tempo trascorso con i propri figli. Suggerisce ad esempio di:

  • creare occasioni in cui il telefono viene completamente ignorato;
  • monitorarne l’utilizzo in modo regolare e di dedicarsi alla lettura delle notizie meno piacevoli quando i bambini sono assenti;
  • fare attenzione a non far sentire il bambino in competizione con il nostro telefono per accaparrarsi la nostra attenzione.

Come dimostra un altro importante studio, condotto a livello internazionale da AVG Technologies  su 6000 bambini dagli 8 ai 13 anni, oltre il 50% dei bambini intervistati hanno l’impressione che i genitori controllino troppo spesso il loro cellulare, lamentandosi della conseguente disattenzione nei loro confronti. Risultato di questa cattiva abitudine è che ben il il 32 % dei bambini si sente non-importante se preferito al cellulare.

 Paola Rossi mamma italiana che lavora come insegnate negli Stati Uniti

Paola Rossi mamma italiana che lavora come insegnate negli Stati Uniti

Intervista a Paola Rossi

Ricerche di questo tipo sono oggi di grande attualità, vogliono essere uno spunto per riflettere non solo come genitore ma anche come adulto responsabile. Su questo argomento, Maria Grazia Petraglia (la nostra inviata speciale negli U.S.A.) ha intervistato Paola Rossi, insegnante e mamma che vive negli Stati Uniti da alcuni anni; le abbiamo chiesto quale sia il suo rapporto con lo smartphone e come percepisce l’uso delle tecnologie in un paese come gli Stati Uniti.

Come mamma cerchi di limitare l’uso del cellulare davanti alle tue bambine?

Sì cerco di fare attenzione, di limitarlo allo stretto indispensabile e soprattutto di costruire
delle abitudini che favoriscano il dialogo. Ad esempio il telefono durante i pasti non ha
spazio sul tavolo. Devo dire che l'utilizzo del telefono con altre funzioni, come navigatore, per la musica (collegato all'impianto audio di casa o dell'auto) o per gli e-books, ha notevolmente
aumentato il tempo in cui le bambine mi vedono interagire con il telefono.

Il tuo ruolo d’insegnante ti ha fatto riflettere su questa problematica? Lo hai mai fatto presente nel contesto scolastico?

Io insegno a bambini molto piccoli, che non possiedono un telefono o a adulti che sono
capaci di autocontrollo quindi non ho mai avuto occasione di riflettere sulla problematica.
Anzi direi che alcune funzioni dello smartphone sono state molto utili per attività di
ascolto (podcast o audio).

Nella scuola credi che sia un argomento/problema affrontato?

Io non ho mai affrontato il problema da insegnante perché i miei studenti sono molto
piccoli o adulti, ma come mamma ho visto che la scuola americana dedica spazio
all'educazione dei bambini all'uso dei social network
. Ad esempio, la mia bambine di 6
anni ha ben chiaro che bisogna tutelare la propria identità e sicurezza: con la maestra la
classe cura un blog e prima di avviare la pubblicazione hanno ragionato sulle attenzioni
che bisogna avere per un utilizzo corretto e sicuro dello strumento.

La passione per il cellulare è tanto presente nei genitori italiani come in quelli americani? Noti delle differenze?

Non mi ero mai fermata ad ragionare su quest'aspetto così a pelle ti direi di sì: la
passione per il cellulare è presente allo stesso modo nei genitori americani e italiani, ma
non ne sono certissima.

Vivere in un contesto straniero come quello americano ti ha fatto diventare più tecnologica?

Decisamente sì: quando mi sono trasferita due anni fa non usavo né twitter né Facebook
nè Skype o Facetime. Le bambine poi, hanno iniziato la scuola e ho dovuto iniziare a
usare twitter perché le maestre quotidianamente pubblicano un'immagine o un pensiero
che aiuta a parlare con i bambini di quello che hanno fatto per superare il tradizionale
"che cosa hai fatto oggi a scuola?.....Niente!". Facebook mi ha aiutato a mantenere i contatti con la molte più persone e soprattutto coloro che vivono in Italia.

Conclusione

L’esempio di Paola ci permette di vedere come un simile argomento porta a riflettere in modo costruttivo. Rendere consapevoli i propri figli dell’utilizzo delle nuove tecnologie è importante e questa consapevolezza aiuta anche il genitore, o comunque l’adulto, a non abusarne e a farne un uso intelligente. Lo schermo del nostro smartphone non deve distrarci dal ruolo di genitori ma non possiamo nemmeno considerarlo un nemico, piuttosto un alleato che non deve superare il confine. Come genitori ci stiamo muovendo in una terra sconosciuta fino ad oggi, si possono provare strategie diverse sempre con l’obiettivo di rendere i bambini coscienti delle potenzialità di questi nuovi mezzi ma non dipendenti. Sarà il futuro a dirci come ci siamo comportati!

Articolo scritto da Maria Grazia Petraglia, mamma italiana che vive negli Stati Uniti.