LA RELAZIONE EDUCATIVA COME CHIAVE. INTERVISTA AL PROF. MATTEO LANCINI

Come faccio con mio figlio che è sempre attaccato al telefono? Questa è una domanda che mi sento fare spesso dai genitori, specialmente da chi ha un figlio adolescente. Ho scoperto che molti mamme e papà si trovano a non saper come gestire il rapporto che il proprio figlio ha con la tecnologia digitale. Questo è semplicemente dovuto al fatto che nessuno ha mai spiegato ai genitori stessi come educare i figli all'uso di smartphone, social network e tutto ciò che ci sta intorno!

Nel frattempo i social network continuano a crescere, oggi si contano 3 miliardi di utenti attivi sui social nel mondo, quindi sarebbe bene capire come usarli al meglio mantenendone il controllo, in modo da guidare anche i più giovani in questo processo. Come abbiamo visto qualche tempo fa in merito ai meccanismi che governano il successo di Facebook, come le persone stiano sui social network per rispondere al proprio bisogno di appartenenza e approvazione sociale

In Adolescenti navigati, Matteo Lancini approfondisce l'argomento e offre spunti di riflessione utili. Nel libro, l'autore parla di quanto gli adolescenti oggi giungano alla pubertà avendo sperimentato scarse dosi di dolore mentale e quindi non lo tollerino. In questo scenario, il mondo virtuale diventa uno spazio di relazione protetto e più facile da vivere rispetto al mondo fisico. 

Per capire meglio la relazione tra adolescenti e mondo online, ho intervistato l'autore del libro: Matteo Lancini, Psicologo psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro. 

INTERVISTA A MATTEO LANCINI  

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Cosa fa la Fondazione Minotauro a Milano?

La fondazione Minotauro lavora con adolescenti e famiglie da anni. In merito al web, analizziamo quanto questo svolga una funzione evolutiva oppure no nei casi che gestiamo. Nel caso in cui non lo fosse e quindi si presenti un disagio, andiamo ad intervenire con un modello di lavoro che prevede innanzitutto il coinvolgimento dei genitori. 

Oltre al lavoro clinico, abbiamo anche una scuola di specializzazione per psicologi e un master proprio sul tema dell'uso di internet in adolescenza. Poi ci teniamo molto anche al lavoro sul territorio e quindi facciamo formazione a docenti, operatori delle aziende ospedaliere sanitarie e portiamo avanti progetti nelle scuole con i ragazzi. Io personalmente partecipo come relatore a svariate conferenze sul territorio italiano, per parlare di disagio sociale. 

I nativi digitali che tipo di problemi hanno relativi al web?

Oggi ormai non si parla nemmeno più di nativi digitali, siamo oltre anche questa terminologia, i neonati appena vengono al mondo sono contornati dagli schermi. Ci sono alcuni temi ricorrenti quando si parla di disagio web-relato negli adolescenti, eccone alcuni qui di seguito. 

  • Scarsa partecipazione nel mondo web -> I problemi legati all'uso del web riguardano anche forme di esclusione da quel mondo. Essere per esempio fuori dal gruppo di WhatsApp della classe, è un problema che può creare disagio. 
  • Corporeità -> la rete ha sostituito gli spazi di gioco e socializzazione. Oggigiorno i ragazzini non passano più le giornate nei cortili, sempre di più gli spazi comuni e pubblici nel mondo fisico vengono limitati. Quindi lo sviluppo del corpo e delle fisicità dei giovani ha subito drastiche trasformazioni. Per esempio, prima i ragazzini maschi esprimevano l'aggressività attraverso il contatto fisico con i loro amici giocando, ora non accade più perché stanno sui video giochi.
  • Ritiro sociale -> ci sono casi di ragazzi che non si sentono all'altezza del mondo esterno quindi evitano il confronto, si chiudono in casa e dopodiché sviluppano una relazione forte con il web. Oggi non possiamo essere certi se il fenomeno del ritiro sociale ci sarebbe stato, indipendentemente dal web, ma d'altro canto non possiamo dire che il web ne sia la causa. 
  • Narcisismo -> i social oggi danno ampio spazio a fenomeni di narcisismo, competizione, desiderio di popolarità. Siamo nella società dell'apparenza e dell'immagine, internet ha amplificato questo aspetto del nostro mondo. 

Ricordiamoci però che internet non è un fenomeno isolato, non va preso come elemento a sè stante. Si tratta di un ambiente che ha modificato la nostra società ma è stato anche modificato dalla stessa. 

Come siamo arrivati ad avere ragazzi che vivono di relazioni virtuali?

Gli adolescenti "sempre in contatto" sono stati, ancora prima, bambini che hanno imparato a fare a meno della vicinanza fisica costante della propria madre, mantenendo vivo un vincolo, un legame mentale, un intenso collegamento a distanza. Questo accade spesso nelle famiglie di oggi dove la madre, finito il breve periodo di maternità torna spesso al lavoro quando il bimbo è piccolo. In questo scenario il bambino si abitua a rimanere in contatto con la madre in forma virtuale, durante la giornata. 

La mamma che a fatica riesce ad accettare la separazione, la distanza fisica, ancora meno quella mentale, dal proprio figlio, è a principale sostenitrice della larghissima diffusione dei telefoni cellulari tra i bambini piccoli; si può dire che sia una "madre virtuale".

La virtualità relazionale "senza corpo" nasce all'interno dei legami famigliari e, in adolescenza, si trasferisce dal rapporto con la "madre virtuale" alla relazione tra coetanei, nelle "piazze virtuali", nei network della socializzazione digitale. 

Cosa fanno i genitori italiani rispetto alla gestione degli strumenti digitali?

I genitori si preoccupano del rapporto che i figli hanno con smartphone, videogiochi, pc, ecc. da quando sono alle medie. Oggi è molto difficile tracciare una linea netta tra nuove normalità e nuove forme di dipendenza, in quanto i bambini nascono in un mondo di schermi, internet è parte della loro vita fin da subito.

Nei genitori talvolta vedo delle contraddizioni, le tecnologie stanno riadattando i modelli educativi nei confronti degli adolescenti. Il modello famigliare è cambiato , i bambini vengono adultizzati avendo uno smartphone in mano ancora prima di saper parlare, e poi quando diventano adolescenti, subiscono un'infantilizzazione nel vedersi sequestrato il telefono perché lo usano troppo. Sconsiglio sempre di adottare tecniche proibitive, controlli, divieti. Oggi la vita non può più prescindere da internet, il punto è capire come gestirlo.

Fin dai primi anni di vita è importante educare il bambino ad un uso consapevoleLa relazione educativa tra genitore e figlio è la chiave, essendo lo spazio in cui promuovere un uso sano del telefono, video giochi, ecc. 

CONCLUSIONI

La mia chiacchierata con il Prof. Matteo Lancini è stata molto interessante. Ci sono alcune conclusioni che condivido qui:

  • Attenzione alla demonizzazione del mondo esterno che ci sta portando sempre più a chiuderci in casa e vivere sempre meno momenti di socializzazione fisici. Siamo in un momento storico in cui la percezione del pericolo dell'ambiente fuori casa è molto alta e questo ci porta a rimanere sempre più in luoghi sicuri e poi andiamo nel web per vivere le relazioni di cui necessitiamo. 
  • Il fenomeno dell' infantilizzazione degli adolescenti è stato un argomento che anche il Dott. Tonioni del Policlinico Gemelli mi aveva evidenziato. 
  • Ricordiamoci che siamo animali sociali, e ancor di più i giovani vivono di relazioni. Quindi partendo dalla relazione come strumento educativo, possiamo guidare i ragazzi di oggi ad un uso sano degli strumenti digitali

 

 

 

 

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  • Su Vice ho trovato un articolo interessante 
  • Dean Kissick writing in I.D.Vice.com says: “Social media should help us do what we love, rather than just becoming what we love to do.” -> http://www.heraldsun.com.au/rendezview/why-were-leaving-social-media-in-droves/news-story/6952d88355d5d19c458023e8d5543aa5
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punti per video:  CURARE LE PROPRIE RELAZIONI PER AVERE RELAZIONI SANE ONLINE 

cita il libro e mostralo

1. la demonizzazione del mondo esterno ci porta a chiuderci in casa, e poi visto i giovani giustamente vivono di relazioni, ovvio che instaurano relazioni online. i genitori sono anti cortile oggi. 

2. contraddizione del genitore: prima precocizza e poi infntilizza 

3. la virtualità relazionale "senza corpo" nasce all'interno dei legami famigliari e, in adolescneza, si trasferisce dal rapporto con la "madre virtuale" all relazione tra coetanei, nelle "piazze virtuali". nei netowrk della socializzazione digitale.