Come essere più creativi?


Quanto la creatività è una capacità innata e quanto invece si può apprendere? Che differenza c'è tra gli individui che riteniamo geniali e quelli che invece sembrano avere un funzionamento mentale più ordinario? E sopratutto, cosa c'entrano questi interrogativi con il nostro utilizzo dei dispositivi digitali?

La relazione tra creatività e dispositivi digitali è uno degli argomenti che porto nelle formazioni che faccio, specialmente negli interventi in azienda. E ogni volta, è uno di quei temi che più rimane impresso alle persone. Forse perché, sopratutto ultimamente, mi sono trovata ad andare in aziende giovani e forte digitalizzazione, e quindi i partecipanti ai miei speech sono stati attratti dal funzionamento del nostro cervello in ambito creativo.

Cos'è la creatività?

Prima di tutto, cerchiamo di definire che cosa sia la creatività. Ci sono varie definizioni e ad ogni modo si tratta di una competenza difficilmente circoscrivibile ad una definizione standard. Ad ogni modo possiamo dire che essere creativi sia molto legato alla capacità di problem solving e quindi di affrontare situazioni inaspettate. Un'applicazione molto tangibile della propria creatività è per esempio riuscire ad usare elementi di un settore applicandoli ad un altro e quindi fuori contesto.

La creatività nella scienza

Un esempio di applicazione di questo tipo di pensiero creativo a livello scientifico ci viene dato da Michelle Khine: una scienziata e nano-tecnologa dell'Università della California. Ad un certo punto della sua carriera la Dottoressa Khine stava attendendo la costruzione del suo nuovo lavoratorio di ricerca. Sfortunatamente (o fortunatamente, guardando alla vicenda oggi) si trovò in una situazione problematica e inaspettata. Non volendo attendere mesi per avanzare nella sua ricerca, si ingegnò al fine di trovare una soluzione alla mancanza degli strumenti di un laboratorio di nanotecnologia. Si ricordò di Shrincky Dinks, un gioco che faceva da bambina in cui colorando dei fogli prodotti in un materiale particolare, una volta messi in forno si riducevano fortemente.

Khine, da scienziata adulta, si ricordò della meccanica del gioco che faceva in tenera età e riuscì a replicare lo stesso principio nel suo laboratorio di ricerca. Questa innovazione, oltre ad avergli permesso di proseguire con il suo lavoro di ricerca, le è valso un ampio riconoscimento dalla comunità scientifica per aver trovato un modo di fare ricerca in ambito nanotecnologia abbattendo i costi della strumentazione altrimenti necessaria.

Come nella scienza, abbiamo già visto qualche tempo fa l'importanza del valore umano anche in professioni tecnologiche.


La necessità aguzza l'ingegno

Quando il nostro cervello è più creativo?

Tutti possiamo sviluppare la nostra capacità di essere creativi, è tutta questione di allenamento. Questo ormai è un dato di fatto su cui la psicologia è concorde. Detto questo ci sono delle modalità di funzionamento del nostro cervello in cui il pensiero creativo si sviluppa più facilmente, e altre meno.

A seconda delle attività che facciamo nella nostra quotidianità emaniamo onde cerebrali differenti. Per quanto riguarda la creatività ci basti sapere la distinzione tra onde alfa e onde beta.

Le onde beta sono quelli implicate nel momento di veglia, quando sia svegli e vigili. In questa condizioni immaginiamoci il nostro cervello come un'orchestra in cui solo alcuni strumenti suonano in modo preponderante e altri sono silenti. Allo stesso modo avremo delle zone del cervello molto attivate e altre spente, semplicemente perché non sono implicate nel tipo di attività che stiamo compiendo.

Le onde alfa invece sono caratteristiche dello stato di rilassamento, quando abbiamo la sensazione di avere la testa libera dai pensieri. Ecco che qui la nostra orchestra suona in modo più omogeneo anche se tenue. Questa è la condizione caratteristica dell'insight, dell'illuminazione creativa. In questo momento riusciamo a connettere elementi di contesti differenti.

Cosa centra la creatività con i media digitali?

Il modo in cui usiamo la tecnologia, talvolta, va a diminuire i momenti di relax della nostra giornata. Ogni momento in cui stiamo aspettando un autobus o un amico, tiriamo fuori il telefono e ci riempiamo di stimoli. Questo comportamento porta ad una diminuzione dei momenti durante la giornata in cui lasciamo vagare la nostra mente. E quindi siamo sempre più nella fase beta e sempre meno nella fase alfa!

Non dimentichiamo inoltre che la creatività è strettamente legata anche alla nostra capacità di mantenere l'attenzione. E la nostra concentrazione oggi è molto impattata dall'uso che facciamo dei media digitali.

Come migliorare la nostra creatività dunque?

Un modo per coltivare la capacità di riuscire a creare connessioni tra elementi apparentemente contrastanti, è ritagliarsi momenti di relax nella vita. Per qualcuno può essere meditare seduti, per altri correre al mattino, per altri ancora sdraiarsi e guardare il soffitto a fine giornata. Il modo proprio ognuno se lo può trovare e ritagliare sulla propria pelle. Il punto importante è ritagliarsi momenti in cui la nostra mente possa vagare in modo da avere quell'insight che stavamo cercando.


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