Tre pilastri per uno smart working sostenibile

Aggiornato il: 25 dic 2020

Quanta voglia hanno i lavoratori di proseguire con lo smart working? Wyser, società che si occupa di selezione risorse umane, ha recentemente condiviso alcuni dati di una survey interna sull’ argomento dove emerge che oltre il 70% dei lavoratori vorrebbe che lo smart working continuasse a essere parte integrante della nuova vita lavorativa.

Questo stravolge i nostri rapporti lavorativi e anche il modo in cui usiamo i media digitali. Vediamo allora tre pilastri da tenere in considerazione nel momento in cui un'azienda vuole proseguire con lo smart working, in modo sostenibile.


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1. Formazione di nuove skills

Lavorare in smart working, specialmente se fatto improvvisamente, può essere faticoso e disorientante. È necessario formarsi (attraverso la propria azienda o in autonomia) a quelle skills necessarie ad essere efficaci in una condizione di maggior flessibilità.

Alcune aree su cui puntare, al di là delle competenze legate agli aspetti tecnici del proprio lavoro:

  • flessibilità

  • agilità cognitiva

  • gestione del cambiamento

  • comunicazione scritta efficace

  • gestione di riunioni virtuali

  • organizzazione

  • gestione del tempo


2. Relazioni lavorative

Nel lavoro a distanza si rischia di perdere la fluidità relazionale che si crea naturalmente nel mondo fisico. Questo ha un impatto a diversi livelli: sia sullo stato mentale dell’individuo che per esempio sulla produttività di un team.

La prossimità fisica favorisce la collaborazione (MIT) e quindi nel caso in cui non ci si possa vedere spesso nella stessa stanza è utile preservare questa dimensione creando delle occasioni di incontro e condivisione virtuale.


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3. Life-balance

Lavorare da casa con maggiore autonomia e meno regole che contengono l’individuo e i team ha portato negli ultimi mesi a lavorare molte più ore del normale (Bloomberg). Molti faticano a staccare la testa del lavoro arrivati a fine giornata e quindi il rischio di burnout e affaticamento aumenta. Per questo per un buon life-balance, equilibrio di vita in generale è necessario monitorare la propria e altrui capacità di saper staccare in alcuni momenti della giornata, per ricaricarsi.

Smart Break

di Monica Bormetti
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