Diritto alla disconnessione e nuove competenze per il lavoro

Oggi c'è un forte dibattito sul diritto alla disconnessione, ovviamente legato allo smart working e alla tendenza delle persone ad essere impegnate in attività lavorative spesso più del dovuto. Il diritto alla disconnessione non è argomento nuovo in realtà.


La legge 81 del 2017 sul lavoro agile (o smart working) ne parla esplicitamente disponendo che l’accordo lavorativo individui tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro. Addirittura l'anno prima la Francia è stato il primo stato europeo ad aver cercato di disciplinare il diritto alla disconnessione. Questi sono tentativi che fanno seguito al riconoscimento, nel 2007 del tecnostress come malattia professionale come rischio emergente in materia di salute e sicurezza sul lavoro in conseguenza della digital transformation.


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Oggi nel 2020 l'evoluzione tecnologica è avanzata a grandi passi e con essa anche lo stress dei cosiddetti lavoratori della conoscenza, ovvero quei professionisti il cui mezzo di lavoro è un computer e/o uno smartphone. L'avanzamento dello smart working oggi e quindi l'aumento dei tempi d'utilizzo dei media digitali per lavoro e non solo arricchisce il dibattito sul diritto alla disconnessione. Perché se da una parte è vero che è bene definire tempi precisi in cui staccare la spina dai propri dispositivi digitali, dall'altra il lavoro sempre più agile e flessibile porta le persone a sperimentare nuovi modi di lavorare e talvolta di assottigliare i confini tra tempo del lavoro e tempo libero.


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Lavorare in smart working significa anche avere la scelta di decidere se preparare un documento dopo cena perché si è voluto passare il pomeriggio con i propri figli. La flessibilità nella gestione dei tempi della propria vita richiede anche una maggior responsabilizzazione delle persone affinché riescano a gestire al meglio le varie attività della propria vita. Ecco quindi che normare il diritto alla disconnessione è si utile, anche solo per il fatto che mette in luce un tema importante per la nostra società. Ma l'aspetto importante su cui puntare è lo sviluppo delle competenze delle persone in azienda affinché riescano a gestire la sempre maggior flessibilità richiesta dal mondo del lavoro senza andare in burn out.