FIGLI DELL'ERA DIGITALE: LA VOCE DI UNICEF

Siamo a soli 18 anni dall'inizio del XXI secolo e se pensiamo al cambiamento che i mezzi di comunicazione hanno avuto dall'inizio del nuovo millennio...sembrano passati secoli! Al mondo non ci sono ancora degli adulti nati tra gli schermi, i bimbi veramente nativi digitali hanno al massimo una decina d'anni oggi. Eppure questi sono i bambini che credo rischiano di pagare il prezzo più alto nella diffusione di massa di smartphone e tablet. Dico questo perché i bambini di oggi sono figli di una generazione di adulti per lo più ancora inconsapevoli di rischi e benefici e buone pratiche nell'educazione al digitale. Questo semplicemente per il fatto che nessuno ha mai insegnato nemmeno agli adulti di oggi come utilizzare questi mezzi. I bambini che nasceranno nei prossimi anni probabilmente avranno genitori maggiormente sensibilizzati ad un uso consapevole delle tecnologie digitali e quindi saranno più preparati sul tema. 

Qualche settimana fa avevo scritto a proposito di un libro recentemente scritto da un'avvocatessa italiana, proprio titolato Vita da social family. Quella è sicuramente una lettura consigliata per tutti i genitori che vogliono informarsi sul panorama legale in cui ci si muove con dei figli minorenni in rete. 

COSA NE PENSA UNICEF DI DIGITALE E BAMBINI?

Recentemente ho avuto l'opportunità di leggere il Rapporto UNICEF 2017 Figli dell'era digitale in cui vengono raccolte una serie di ricerche, riflessioni e dati sul tema della diffusione delle tecnologie digitali e sull'impatto che hanno e potrebbero avere sui bambini

In generale si tratta secondo me di un documento interessante, sicuramente autorevole e dettagliato. La mia impressione è che UNICEF tenda a mostrare il lato positivo della medaglia sottolineando le opportunità e i benefici del digitale nelle vite dei bambini. Ma d'altra parte, meglio vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo pieno nella vita e cercare di individuare i lati positivi di una questione che comunque andrò solo aumentando, di sicuro non si torna indietro. 

Per rimanere sempre in casa ONU, cari genitori potrete trovare interessante anche la guida che hanno creato in collaborazione con Telenor Parlare ai bambini di internet. Si tratta di un breve documento con vari argomenti che ormai un genitore del XXI secolo dovrebbe masticare alla grande. 

 UNICEF copertina del Rapporto 2017 Figli dell'era digitale

UNICEF copertina del Rapporto 2017 Figli dell'era digitale

Tre considerazioni sui figli dell'era digitale 

1. Puntiamo sulle soft skills per il futuro 

Come facciamo a crescere bambini sani che diventeranno adulti di successo? E per successo non intendo ricchi economicamente o con un posto fisso! Intendo piuttosto persone che abbiano una vita felice, soddisfacente, che si sentano appagati e realizzati, che riescano a sviluppare i propri progetti e raggiugnere i propri sogni. Sia che si tratti di sviluppo professionale che personale, un futuro fatto di persone serene sarà sicuramente un futuro migliore. 

Nel Rapporto UNICEF, si citano il World Economic Forum e l'OCSE tra gli enti che hanno individuato le competenze che saranno utili al fine di progredire. Ovviamente l'alfabetizzazione digitale è uno degli elementi importanti al giorno d'oggi, ma senza qualità personali quali curiosità, leadership, comunicazione, creatività, collaborazione ed empatia...servirà a poco essere dei piccoli geni informatici. 

Quindi puntiamo sullo sviluppo delle competenze trasversali

2. Insegniamo la privacy ai più piccoli 

Quando si parla di diritti dell'infanzia, non dimentichiamo il diritto alla privacy, che il mondo iperconnesso e fatto di social network, ogni tanto ci fa dimenticare. Stiamo crescendo nuove generazioni di piccole star fin da quando sono in fasce. 

Nella storia dell'umanità è sempre stato presente il potere dell'immagine. I ritratti prima e le fotografie poi hanno giocato un ruolo importante nella formazione della propria identità e nella rappresentazione che si voleva dare di sé stessi al mondo esterno. Se fino a qualche decennio fa, un essere umano probabilmente poteva contare sulle dite di un paio di mani, le proprie fotografie di una vita, oggi abbiamo sempre più giga di materiale fotografico che testimonia ogni nostro piccolo passo in questo pianeta. 

L'ampliamento delle nostre possibilità perché abbiamo a disposizione mezzi più potenti e spazi cloud enormi, ogni tanto ci fa dimenticare che una volta pubblicato un contenuto o comunque messo in rete, può diventare di dominio pubblico e l'effetto domino che si scatena è inarrestabile

Oggi è importante insegnare ai più piccoli a proteggere la propria identità online, a rispettare la privacy altrui e a gestire efficacemente la propria immagine nei social network

3. Promuoviamo la partecipazione nel web 

Il web e i social hanno la possibilità di aumentare le nostre potenzialità. Dipende molto da come li utilizziamo e dalle scelte che facciamo quando navighiamo e relative ai motivi che ci portano a navigare. Come ormai si sente dire ovunque: internet e lo smartphone sono dei mezzi, non possono essere positivi o negativi in sè ma tutto dipende l'uso che se ne fa. 

Uno dei rischi è che lo smartphone venga utilizzato più in modalità passiva che attiva e che quindi diventi semplicemente uno strumento con cui intrattenersi e non tanto un mezzo per sviluppare idee e progetti.

Nel complesso gli adolescenti svolgono una gamma limitata di attività online
— Figli dell'era digitale - UNICEF

Il compito di noi adulti dovrebbe essere anche quello di incoraggiare i più piccoli a dedicarsi ad attività creative e partecipative nel web. Sfruttiamo la rete per quello che davvero è e non come parco giochi per far passare il tempo quando non sappiamo che fare