GENITORI DI ADOLESCENTI E SOCIAL NETWORK: COSA FARE?

Essere genitori oggi significa anche doversi districare nell'oceano di interazioni che avvengono nei social e provare a fornire gli strumenti adatti ai propri figli per navigare acque che possono diventare torbide o minacciose in un batter d'occhio! 

Matteo Grandi, giornalista e autore, parla di Far Web nel suo ultimo libro.. Eh già, l'epoca del Far West è finita ma è iniziata la corsa all'oro nella rete: tra opportunità, possibilità di crescita ma anche odio e bufale.

Come mi disse il Prof. Paolo Ferri quando lo intervistai: "Allo stesso modo in cui insegniamo ai nostri figli a non mangiare con le mani, è utile iniziare ad insegnar loro a gestire i propri account social!".

L'educazione ai social e alle tecnologie digitali inizia in tenera età, dando regole fin da quando il figlio è un bambino. A tal proposito il Prof. Piercesare Rivoltella, docente all'Università Cattolica di Milano, nel suo libro 3-6-9-12 Diventare grandi all'epoca degli schermi digitali, illustra molto 3 principi cardine da tenere presente per una buona educazione all'uso dei media digitali: 

  • Autoregolazione: dare dei tempi e degli spazi ben precisi al bambino per l'utilizzo dei dispositivi e insegnargli ad autoregolarsi comunicandogli per esempio quanti minuti ha a sua disposizione con lo schermo;
  • Alternanza: alternare momenti online, di video gioco, con attività offline, manuali, socializzanti;
  • Accompagnamento: l'adulto deve accompagnare l'esperienza digitale del piccolo, mai abbandonarlo a sé stesso con un dispositivo. 

Per capire meglio quali consigli dare ai genitori, sopratutto di figli adolescenti, ho deciso di parlarne con Elena Pacetti, Professoressa Associata in Didattica e Pedagogia speciale all'Università di Bologna. Qui trovi l'intervista.

INTERVISTA ALLA PROF.SSA ELENA PACETTI

Quali indicazioni darebbe a dei genitori di figli adolescenti rispetto all'uso dei social? 

L'adolescenza è un'età molto complessa e varia che tende ad iniziare sempre prima e a terminare sempre più tardi. Quindi anche i figli adolescenti sono molto diversi nel tempo, ma soprattutto quando si ha a che fare con la pre-adolescenza (che coincide con il primo smartphone) è importante che non manchi mai il dialogo tra genitori e figli anche nell'utilizzo dei social network. Ciò significa che il genitore dovrebbe accompagnare i figli nello scoperta e nell'utilizzo dei diversi strumenti della rete, spiegando in modo chiaro anche gli eventuali pericoli e rischi che si possono incontrare online. Diventa anche importante darsi delle regole, regole che possono riguardare tutti i componenti della famiglia e regole specifiche sui più piccoli: ad esempio, vietare l'uso dello smartphone durante i pasti per tutti per facilitare il dialogo; evitare l'uso esclusivamente da soli, ma prevedere momenti di condivisione anche in famiglia (per le foto, i video, per raccontare quanto successo a scuola/lavoro...).

I social possono essere utilizzati in ambito educativo? Se si come?

Possono certamente essere utilizzati in ambito educativo insieme a tanti altri strumenti e proponendo nuovi modelli d'uso. In educazione una pluralità di mezzi di espressione, di comunicazione, di condivisione e collaborazione (non solo digitali, ovviamente) consente ad insegnanti, educatori e genitori di diversificare le attività educative rispettando la diversità e valorizzando ciò gli adolescenti già sanno fare, stimolando nuove modalità di socializzazione e di produzione di cultura per uscire dalla logia del "mi piace". In questo senso, infatti, i social network sono strumenti che consentono di diventare soggetti attivi, produttori di contenuti da condividere con gli altri, e non solo consumatori passivi di quanto fanno gli altri. Pensiamo ad Youtube o Instagram: sono solo contenitori di prodotti pensati e fatti da altri o anche possibilità di far sentire la propria voce con i propri contenuti?

Come si possono educare i ragazzi di oggi all'uso dei social (non tanto sugli aspetti tecnici ma piuttosto su questioni di senso) ?

Con progetti specifici che fin dalla prima infanzia utilizzino le tecnologie come uno degli strumenti della quotidianità: in questo un ruolo importante lo assume la scuola che deve accompagnare l'utilizzo dei social educando alla conoscenza (informazione), alla condivisione e collaborazione, all'espressione. In questo processo anche le famiglie vanno sostenute e va potenziata l'alleanza tra scuola e famiglia nell'educare a un corretto utilizzo dei social media.

Quali sono i social (e chat social) che secondo lei hanno maggiori potenzialità in termini educativi oggi?

Trovo difficile fare una sorta di classifica, anche perché gli strumenti cambiano. Un social media deve possedere caratteristiche che consentano la comunicazione, la condivisione di contenuti, la collaborazione, la costruzione di nuovi contenuti secondo prospettive inclusive (tutti devono poter partecipare in modo attivo). Una chat può servire per la comunicazione, ma può generare anche esclusione e fraintendimenti.

Qual'è la sua opinione rispetto ai gruppi WhatsApp dei genitori (rischi e potenzialità)?

Le potenzialità sono date dalla velocità delle comunicazioni e dal poter far partecipare tutti in modo immediato, anche genitori, ad esempio, che per motivi lavorativi non riescono ad essere presenti negli orari di riunioni o all'entrata/uscita da scuola. Allo stesso tempo, la troppa velocità rischia di escludere qualcuno dalla conversazione a causa dei troppi messaggi che si scambiano sui gruppi con tanti partecipanti; altro rischio è un utilizzo improprio della chat rispetto agli argomenti affrontati (che in modo veloce vanno dalle questioni scolastiche a quelle personali). E' un mezzo che viene utilizzato anche  dare giudizi creando discussioni molto accese e generando veri e propri litigi. Penso quindi che i gruppi WhatsApp dei genitori debbano avere obiettivi mirati e darsi delle regole di gestioni per evitare i rischi sopracitati.

My kids accuse me and my wife of being overly concerned about tech, and none of their friends have the same strict rules
— CHRIS ANDERSON, CHIEF EXECUTIVE OF 3D ROBOTICS

CONCLUSIONI

Due considerazioni finali su cui ho riflettuto in seguito al mio scambio con la Prof.ssa Pacetti:

  • I genitori sono le prime figure che andrebbero formate e sostenute per poter portare nell'ambiente domestico modalità sane e costruttive di uso dei social. In questo senso per esempio, attraverso la scuola, sarebbe interessante promuovere un uso sano dei gruppi WhatsApp. Oltreoceano, i genitori che lavorano direttamente in ambito tecnologico, sono i primi a gestire con cautela l'uso di questi strumenti con i propri figli. 
  • Non serve stravolgere le proprie abitudini di vita ma semplicemente modificare piccoli atteggiamenti, partendo per esempio da quando si è in ferie che è un contesto più agevolante per modificare i propri atteggiamenti.  Puoi iniziare dai consigli per quando sei in vacanza con la tua famiglia in modo da cambiare le abitudini della tua famiglia rispetto all'uso di media digitali e social!