Perché ai giovani piace Snapchat?

Dalla sua nascita nel 2011 ad oggi Snapchat ne ha fatta di strada. Inizialmente identificata come l'App del sexting, oggi invece Snap Inc. è una camera company che si sta ritagliando il suo posto nel settore della realtà aumentata. 

 

Snapchat è un'app di messaggistica che permette di condividere foto e brevi filmati (chiamati snap) che scompaiono, automaticamente, poco dopo essere stati ricevuti dal destinatario.

L'obiettivo di Spiegel, CEO e co-fondatore di Snapchat, è quello di migliorare il modo in cui le persone comunicano rendendolo il più vicino possibile a ciò che avviene nel mondo reale, quando due persone si incontrano faccia a faccia.

Nel settembre 2016 il re branding dell'azienda porta a Snap Inc, che ha come prodotto di punta Snapchat, ma inizia a definirsi una camera company.

Dalla lettera agli investitori, in occasione della quotazione in borsa in febbraio 2017:

La fotocamera sarà il punto di partenza per la maggior parte dei prodotti negli smartphones.
— Spiegel

Snap Inc e comunicazione autentica 

Con 3 miliardi di snap al giorno a maggio 2017, pur non essendo l'app più usata in Italia, rimane un'azienda importante nella scena dei nuovi mezzi di comunicazione. Soprattutto se consideriamo che Mark Zuckemberg ha copiato praticamente tutte le idee di Spiegel negli ultimi anni.

Pensare che l'obiettivo di Snapchat sia solo permettere alle persone di scambiarsi messaggi che si autodistruggono, è una visione parziale secondo Golden Krishna, autore del best seller The best interface is no interface. L'autore sostiene che  l'obiettivo di Snap Inc. sia replicare l'immediatezza delle conversazioni del mondo reale e creare messaggi auto distruggenti è semplicemente un modo per raggiungere quell'obiettivo.

Spiegel vuole creare  uno spazio digitale in cui ci sia la stessa autenticità che abbiamo nelle conversazioni nel mondo reale. Gli smartphone hanno modificato il modo in cui comunichiamo. I social principali (Facebook e Instagram) sono diventate delle vetrine in cui ognuno pianifica, seleziona e sistema gli elementi da esporre. Un po' come quando il fruttivendolo espone la sua frutta: non metterà le mele marce in prima fila, così chi vuole avere successo su Facebook non metterà il primo selfie casuale nella propria bacheca ma sceglierà il migliore, dopo averne scattati 100. Non è sicuramente sinonimo di spontaneità questa pratica. 

In qualche modo Snapchat auspica di andare in controtendenza a questo fenomeno e quindi abbattere il muro tra comunicazione digitale e analogica

In questo percorso, Spiegel vede oltre lo smartphone e quindi punta su nuovi device attraverso cui far passare la comunicazione: prima gli spectacles e poi i droni. 


APPROFONDIMENTO snapchat  

Spectacles e nuovi modi di fotografare

Tea Uglow, direttore creativo Creative Lab di Google a Sydney, nel 2015 ha fatto un Ted Talk descrivendo un internet senza schermi ed è proprio la direzione verso cui in qualche modo Snapchat si sta collocando, guardando oltre lo smartphone.

Uglow disse "all'uomo piacciono natura, informazioni e semplicità e questi sono i principi che i designer del futuro devono avere in mente nel progettare nuovi prodotti, hardware o software che siano." 

Da quando Snap Inc si è riposizionata come camera company ha fatto una serie di scelte cercando di abbattere gli schermi e di ampliare l'esperienza visual dei suoi utenti, gli Spectacles sono stati un primo passo e ora siamo ai droni.

 Snapchat e spectacles

Snapchat e spectacles

Perchè Snapchat diventa una camera company?

Questo cambio di posizionamento, secondo The New Yorker è spiegabile in due modi.

  1. Fotografare è diventato parte della quotidianità della maggior parte delle persone. Chi ha uno smartphone nella vita (chi non ce l'ha??) fa foto a qualsiasi cosa. Non solo per avere una fotografia ricordo nel senso più classico ma anche per prendere appunti (foto agli orari della metro per ricordarseli, screenshot a pagine web, ecc.). Un'intera generazione, la maggior parte della quale è già nell'ecosistema Snapchat, considera la macchina fotografica come un'estensione del proprio braccio. 
  2. La fotocamera è il punto d'accesso alla realtà aumentata. La realtà aumentata impara dal materiale fotografico che gli viene fornito e quando sarà il momento di fare il salto in quella direzione, Snap Inc.  avrà a disposizione 2,5 miliardi di immagini giornaliere mandate e pubblicate dai suoi utenti. Con l'aggiunta dei droni tra i suoi prodotti inoltre avrà la possibilità di accedere inoltre ad immagini aeree in grandi quantità.

 

 

 

Tim Cook, C.E.O. di Apple, nell'autunno 2016 ha predetto che in un futuro molto prossimo una buona parte della popolazione dei paesi più sviluppati, avrà esperienze di realtà aumentata. Ora la tecnologia (smartpthone, linee internet e app) stanno avanzando enormemente per poter permettere esperienze in AR di qualità.


Vogliamo reinventare il concetto di fotocamera per migliorare il modo di vivere e comunicare delle persone”
— spiegel

La voce dell'esperto in Italia: Stefano Mongardi

Ho voluto parlare di Snapchat con qualcuno che ne fosse esperto, sopratutto nel panorama italiano e quindi ho contatto Stefano Mongardi. Influencer che vive a Los Angeles, è uno dei principali esperti di Snapchat in Italia.

 Stefano Mongardi

Stefano Mongardi

Spectacles, usi e opportunità

Gli Spectacles sono un oggetto divertente e ben studiato (soprattutto il lancio), la fascia di eta’ potenzialmente più interessata al prodotto è esattamente quella di Snapchat, ossia 13-25. C’è però da dire che gli Spectacles sono stati creati per un mercato americano (specialmente la California) dove indossare occhiali da sole e’ più “naturale”. Non credo che il prodotto possa aumentare la base utenti quanto più rafforzare quelli già esistenti.

Snapchat e sexting

Forse inizialmente veniva usato anche per quello. Ora Snapchat, come qualsiasi altro social, racchiude diversi utilizzi. Per quanto riguarda i più giovani credo che i social abbiano anche facilitato in un certo modo le interazioni rendendo il confine reale/digitale sempre più vicino.

Snapchat in Italia

Snapchat ha avuto un rallentamento della crescita in Italia dopo le Storie di Instagram. Come social media potrebbe rimanere un’app di nicchia senza mai competere con Facebook. D’altra parte Snapchat stessa non si definisce più un social ma una camera company.

Snapchat ha sbaragliato in alcuni paesi e in altri meno

Credo sia semplicemente per una questione di maturità digitale. Essendo una novità, il suo utilizzo è esploso in Paesi più propensi al cambiamento. Anche se Snapchat non dovesse sbaragliare in Italia di sicuro l’hanno fatto le sue funzionalità copiate e inserite nei social più vecchi (mi riferisco alle stories e contenuti a scadenza di Instagram soprattutto).

I giovani e i contenuti usa e getta

Gia’ oggi credo che la nuova generazione sia influenzata dai social e questo tipo di contenuti. L’idea del tutto e subito sta abituando molti giovani a ragionare in maniera diversa e anche il livello di attenzione e concentrazione credo si sia abbassato notevolmente.

LA VOCE DI UN ASSIDUO UTILIZZATORE: ADOLESCENTE E DIPENDENTE?

Dopo il feedback di Stefano, ho pensato fosse interessante parlare anche con un utilizzatore classico di Snapchat, e quindi ho cercato un adolescente in un paese in cui Snapchat fosse diffuso ben più che in Italia. Ho conosciuto Janic, 18 anni, svizzero. In Svizzera Snapchat è molto diffuso, lui abita nel cantone tedesco, è uno studente e gioca a calcio nel Basilea e qui trovi ciò che mi ha raccontato sull'utilizzo che fa del fantasmino giallo.

Da quando hai Snapchat sul tuo smartphone? 

Ce l'ho dal 2013, fin da subito praticamente tutti i miei amici hanno iniziato ad utilizzarlo assiduamente e quindi anche per me è diventata l'App di messaggistica principale. Di solito su Snapchat faccio 1 storia al giorno e mi scrivo con i miei 5 migliori amici. Quanto posto nella mia storia dipende molto dalla giornata: se non ho nulla da fare e sono sul divano tutto il giorno ho poco di interessante da pubblicare. Mentre nelle giornate in cui sono in giro, faccio qualcosa di particolare, allora mi piace mostrare ai miei amici cosa sto facendo. Per esempio quando gioco a calcio magari mando qualche immagine degli allenamenti ai miei amici calciatori.

Se dovessi cancellare un app di messaggistica o social dal telefono, quale sarebbe?

Beh non ho mai pensato di cancellare app dal tel. Però se proprio dovessi scegliere sarebbe Facebook perché la uso poco. Sono anni che non posto nulla praticamente in Facebook, lo uso solo ogni tanto per vedere qualche video, leggere news e passare un po' il tempo. Però non mi piace postare su Facebook, quindi lo cancellerei senza troppi problemi. 

Diciamo che non posso rinunciare a WhatsApp, Snapchat e Instagram, il resto lo potrei pure levare. 

Come reagiresti se per 48h Snapchat non fosse più disponibile?

Oddio, e perché? No non mi piacerebbe nemmeno un po'! Mi mancherebbe proprio fare foto e mandarle ai miei amici, pubblicare la mia storia. Non mi farebbe sentire bene non averlo disponibile per così tanto tempo.

Cosa ti piace così tanto di Snapchat?

Mi piace il fatto che vedo i miei amici per quello che sono veramente, è tutto autentico perché fatto al momento senza troppa progettazione. Su Facebook e su Instagram lo sanno tutti che quando si pubblica una foto è perché prima se ne sono fatte cento e si è scelta la migliore. Su Snapchat questa cosa non c'è e quindi è più reale e vero

Quali sono la prima e l’ultima cosa che fai nella tua giornata?

Prendo il telefono e guardo news e notifiche, principalmente Snapchat, Instagram e WhatsApp. Mi piace molto guardare le storie, vedo cosa fanno i miei amici, so dove e con chi sono e mi diverte. 

So che non fa bene usare il telefono così tanto, ma d'altra parte lì ci sono tutti i miei amici e tutti lo usano come lo uso io: cioè sempre! In settimana lo uso meno perché ho meno tempo ma per esempio una domenica in cui sono libero prendo in mano il telefono per controllare Snapchat 50 volte al giorno penso, forse di più.

3 FUNZIONI DI SNAPCHAT CHE CREANO DIPENDENZA

 Snapchat tempo medio giornaliero

Snapchat tempo medio giornaliero

Quindi in fin dei conti, Snapchat crea dipendenza? Se si, perché? Dopo averne parlato con Janic, ho fatto delle ricerche per capire quali siano i meccanismi dell'app che ne favoriscono un assiduo utilizzo.

Sulla dipendenza non voglio dire che Snapchat sia l'app che sta divorando il tempo dei giovanissimi. Come ho capito quando ho intervistato il Dott Tonioni del Gemelli di Roma e anche quando ne ho parlato con l'Università di Padova, la dipendenza dal web non esiste! Quindi anche qui, non voglio mettere in croce il fantasmino giallo.

C'è da dire però che Snapchat, come praticamente ogni app e sito web creato oggi mette in atto una serie di pratiche con l'obiettivo di farti stare il più a lungo possibile nel proprio sistema.

Secondo una ricerca commissionata da Silentnigh (azienda produttrice di letti) in Gran Bretagna su 2000 persone, il 68% degli utilizzatori di Snapchat soffrirebbe di deprivazione del sonno. Tra le varie app prese in considerazione (Facebook, Instagram e Twitter, oltre al fantasmino), Snapchat è risultata essere quella che più di tutte portava via il sonno! 

Ci sono diversi trucchetti utilizzati in Snapchat per tenere le persone il più agganciate possibili all'app, qui vediamo i 3 principali.

1. Streack

 Nathalie Nahai meccanismi psicologici di Snapchat

Nathalie Nahai meccanismi psicologici di Snapchat

Per chi usa Snapchat lo sa benissimo, ma per chi non ha l'App spiego il meccanismo.

Snapchat conta i giorni consecutivi che due amici passano a scambiarsi messaggi. Il numero dei giorni, appare accanto al nome dell'amico con cui ci si scrive, aumentando progressivamente. Raggiunte determinate milestones di crescita Snapchat premia i due con emoji e filtri da utilizzare nei messaggi. 

Natalie Nahai, psicologa britannica, descrive due semplici meccanismi psicologici che Snapchat utilizza per mantenere attive le conversazioni tra amici: consistenza e costo sommerso.

Per chi fosse interessato tra l'altro a comprendere la psicologia del web, quali sono i processi mentali innescati da un sito o un app che hanno successo, consiglio di leggere il suo libro Webs of influence.

 Streack più lungo su Snapchat 

Streack più lungo su Snapchat 

Il problema nasce quando, per qualsiasi motivo, un utente non può accedere all'App per qualche giorno (perché i genitori hanno sequestrato il telefono oppure perché va in vacanza in un posto senza connessione o qualsiasi altra ragione). In quel caso, lo streak verrebbe azzerato! A meno che non si diano le proprie credenziali a qualcuno che le utilizzi per entrare nel proprio account e inviare foto casuali pur di mantenere attiva la "conversazione". E' una pratica adottata, non da tutti ma esiste e qui il principio di conversazione sempre più vicina all'autenticità del mondo offline, un po' si perde!

Gli stessi principi che Snapchat usa per mantenere le conversazioni attive, sono messe in atto nell'App Duolingo, per imparare una lingua straniera. Mantenendo gli esercizi fatti ogni giorno, Duolingo premia l'utente con dei lingotti d'oro (ovviamente virtuali). Qui però il risultato non è far passare tempo in sé nell'app ma insegnare una lingua!

2. Slot machine

Nir Eyal, autore del best selling Catturare i clienti (titolo originale: Hooked), spiega perfettamente il meccanismo del rinforzo variabile alla base della cattura di clienti/utenti. Sul suo blog c'è un articolo in cui trovi riassunto alcuni dei concetti principali del libro: Variable rewards: Want to hook users? Drive them crazy.

 Catturare i clienti di Nir Eyal

Catturare i clienti di Nir Eyal

 Snapchat ovviamente adotta il medesimo sistema! Come? 

Molto semplice: ogni volta che si entra nell'App si ha la sorpresa nello scoprire i contenuti che i propri amici hanno inviato. Il fatto che ricevere un contenuto e ancor più, riceverne uno interessante, avvenga con frequenza casuale e non prevedibile, ci porta ad entrare nell'App anche senza un bisogno particolare. E quindi si diventa clienti/utenti catturati!

Il rinforzo variabile è lo stesso alla base del funzionamento delle slot machine.

Clicca qui se non hai ancora letto l'articolo che spiega il meccanismo di controllo continuo dello smartphone.

3. Fugacità degli snap 

Nel mondo reale, fisico, quello in cui si incontra la gente per strada e si parla faccia a faccia, si comunica tra esseri umani in modo diverso di quanto avvenga nel web. Le differenze sono tante, per esempio offline ci sono: l'immediatezza di una risposta a qualcuno che ci pone una domanda, la condivisione di un contesto ambientale del momento, la comunicazione non verbale fatta di sguardi, tono della voce, ecc. Parlare con qualcuno faccia a faccia è sicuramente più faticoso che farlo online, bisogna reggere lo sguardo altrui, avere la risposta pronta e magari spostarsi per incontrare qualcuno. Questa è fatica risparmiata nell'online!

Uno degli aspetti fondamentali della comunicazione offline su cui Snap Inc. ha deciso di lavorare è: la fugacità! Parole al vento, scripta manet verba volant come disse Caio Tito di fronte al senato Romano! 

Fino a quando non arriveremo alla situazione narrata nella puntata "Ricordi Pericolosi" della prima stagione di Black Mirror, saremo ancora in un mondo in cui ciò che viene detto a voce vola via. Questo per certi versi regala un'enorme libertà agli interlocutori nel dire ciò che vogliono senza il pensiero che ne rimanga traccia da qualche parte per sempre. In quella puntata, ambientata in un futuro non troppo lontano, quasi tutti hanno un "grain" impiantato nel cervello che registra costantemente tutto ciò che la persona vede, in modo da non potersi più scordare nulla e non poter più mentire o fare/dire cose di nascosto. 

Snap Inc., che vuole rendere la comunicazione nel web, il più vicino possibile a quella che avviene nel mondo reale, ha creato i messaggi che si autodistruggono proprio per renderli più vicini alle parole dette offline: snaps volant! 

La fugacità della comunicazione su Snapchat è magica perché unisce le caratteristiche dell'offline e dell'online che danno maggiore libertà agli interlocutori: gli snap si volatilizzano, come le parole offline, ma in più la comunicazione è protetta come solo l'online sa fare. 

CONCLUSIONI

Questa riflessione sulle scelte di Snapchat nella gestione della comunicazione online e sui meccanismi che utilizza per legare a sé i propri utenti, mi hanno portato a tre considerazioni finali che vi scrivo qui.

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1. Snap è esattamente come tutti gli altri. Non è più cattiva di Facebook, Google o qualsiasi altro gigante della Silicon Valley. L'obiettivo di queste grandi aziende non è quello che farci vivere una vita migliore e darci felicità e realizzazione, ma semplicemente di tenerci legati a loro. Per un approfondimento su quest'argomento ti consiglio di dare un occhiata a Time Well Spent, un movimento creato da Tristan Harris, ex tech startupper inglobato nell'ecosistema Google da dove in seguito è uscito per seguire i propri valori. Harris vuole aprire un dialogo con le grandi tech company per creare prodotti digitali che facciano bene all'uomo e non che lo vogliano catturare, come invece spiega bene Eyal (che abbiamo visto sopra). 

2. La realtà virtuale e ancor di più la realtà aumentata stanno per arrivare, nella nostra quotidianità. Chi lo sa come sarà la comunicazione umana a quel punto, quanto Spiegel si sarà avvicinato al suo obiettivo di abbattere il muro tra reale e digitale! Questo pensiero mi ha ricordato un film che ho visto tempo fa: Her con Joaquin Phoenix. In questa storia le relazioni interpersonali, l'amore e il sesso digitale raggiungono un livello successivo, quello del rapporto con un software! 

3. Dopo l'ondata di social quali Facebook e Instagram che hanno creato un ambiente virtuale in cui tutto viene calcolato alla perfezione, i più giovani oggi ci dicono che ciò che vogliono è una comunicazione più autentica, diretta, genuina e immediata. Il Dott. Lancini, che da anni al centro Minotauro di Milano si occupa di patologie web-relate, nel suo ultimo libro Adolescenti Navigati sostiene proprio che gli adolescenti di oggi siano degli esperti di relazione, molto più di noi adulti. In questo senso quindi non dobbiamo temere  la tecnologia digitale come fosse un mostro mangia tempo.